Dopo 40 anni di tentativi, la Cina raggiunge il successo: raccolto atmosferico da 400 milioni di tonnellate contro l’inquinamento globale

Cina: la svolta nella gestione del carbonio
Cina: la svolta nella gestione del carbonio

Negli ultimi 40 anni, la Cina ha fatto un percorso sorprendente: da principale emettitore mondiale di CO2 è diventata un attore centrale nella gestione del carbonio. Quello che sembrava impossibile è diventato realtà grazie a pratiche nuove e tecnologie all’avanguardia. Un’idea chiave in questa trasformazione è il “raccolto atmosferico”, il processo che rimuove CO2 dall’atmosfera trasformandola da problema climatico a risorsa utile.

Le strategie messe in campo

Per capire quanto sia profondo il cambiamento, vale la pena guardare alle strategie adottate dalla Cina. Ogni anno vengono rimosse 400 milioni di tonnellate di CO2 dall’atmosfera, un dato che testimonia l’impegno del paese.

  • Afforestazione
  • Controllo della desertificazione
  • Ripristino dei bacini idrografici

Anche le pratiche di verde urbano e l’ingegneria ecologica hanno dato un contributo significativo.

La creazione di “pozzi di carbonio artificiali” è una tappa importante di questa iniziativa, cambiando la percezione del sequestro del carbonio da mera necessità a opportunità concreta.

Le innovazioni tecnologiche

La tecnologia è al centro della svolta. La Cina sta sperimentando soluzioni avanzate, come un sistema a doppio reattore — uno anaerobico e uno aerobico — abbinato all’elettrosintesi microbica, che permette di convertire la CO2 in acetato usando elettricità.

Batteri aerobici del genere Alcaligenes vengono poi impiegati per trasformare l’acetato in biomassa ad alto contenuto proteico. La resa media di biomassa è di 17,4 g/L con una concentrazione proteica del 74%, superando il contenuto proteico sia del pesce sia della soia.

Questo approccio non solo riduce gli scarti, ma trasforma il carbonio atmosferico in cibo per l’uomo e per gli animali, aprendo a nuove soluzioni alimentari su scala globale.

Applicazioni nello spazio e nel settore energetico

Le stesse tecnologie trovano impiego anche nello spazio. Nella stazione spaziale cinese Tiangong, gli astronauti testano la fotosintesi artificiale per trasformare CO2 e acqua in ossigeno e composti organici. Questi sistemi di supporto vitale a ciclo chiuso (che riciclano aria e risorse) sono fondamentali per missioni di lunga durata su Marte e sulla Luna.

Sul fronte energetico, la Cina sta aggiungendo 94,5 GW di nuova capacità e sta promuovendo la “rivoluzione del solare galleggiante”, consolidando la sua leadership nelle rinnovabili.

Ripercussioni globali e qualche riflessione

Il risultato di questi sforzi è il più grande pozzo di carbonio artificiale al mondo e, più in generale, un nuovo approccio che considera il carbonio come risorsa anziché come solo nemico climatico. Questa trasformazione contribuisce a colmare il divario di carbonio globale e cambia il modo in cui si concepisce il sequestro del carbonio.

La capacità della Cina di combinare riduzione delle emissioni e produzione di energia pulita può fungere da modello per altri paesi, spingendo le nazioni a vedere cosa è possibile ottenere unendo scienza, innovazione e determinazione. Questa storia invita a guardare al futuro con ottimismo, cercando un equilibrio sostenibile tra sviluppo umano e tutela dell’ambiente.