Perché in Giappone ci si siede rivolti in avanti sul wc: il motivo stupisce ma è del tutto logico

Quando si parla di cultura giapponese, spesso vengono in mente sushi, samurai o templi storici. Eppure anche l’atto più quotidiano, come andare in bagno, in Giappone diventa un’esperienza culturale a sé. Quello che sembra banale si trasforma in un incontro sorprendente tra pratiche ascetiche e tecnologie ultramoderne. Il Giappone, come pochi altri paesi, riesce ad abbinare innovazione tecnologica e un profondo rispetto per la storia e l’armonia.
Come si confrontano le toilette in Giappone e in Repubblica Ceca
I lettori internazionali, e in particolare quelli della Repubblica Ceca, potrebbero affrontare la toilette con un approccio molto pratico. Nella cultura ceca elementi come il riscaldamento del sedile e la funzione bidet sarebbero apprezzati. Però pulsanti che attivano suoni d’acqua o pannelli con molte modalità possono creare imbarazzo o scetticismo. In Repubblica Ceca il bagno è tradizionalmente visto come uno spazio privato e personale, non tanto come esperienza comunitaria o scoperta culturale.
Il “trono intelligente”: tecnologie per comfort e igiene
In Giappone l’evoluzione della toilette ha raggiunto il suo apice con dispositivi come il Washlet, una toilette high-tech progettata con cura quasi maniacale. Queste toilette hanno un pannello di controllo che ricorda il cruscotto di una nave spaziale. Funzioni come il riscaldamento intelligente del sedile sono molto gradite nei mesi freddi, mentre il bidet offre modalità regolabili di pressione e temperatura dell’acqua per un’igiene ottimale. Altri elementi, come il deodorante automatico e il ventilatore, mantengono l’aria fresca, e il sistema del “suono della marea” aiuta a offrire un comfort psicologico. Queste toilette si trovano sia negli spazi pubblici sia nelle abitazioni private. Anche se spesso si parla di funzioni avanzate come analisi delle urine o misurazione della pressione arteriosa, queste restano rare e presenti solo in modelli esclusivi. L’obiettivo dichiarato di queste tecnologie è massimizzare comfort, igiene e risparmio delle risorse.
Washiki: uno sguardo al passato
Parlando di tradizione, il washiki (和式) è la toilette giapponese in stile tradizionale. Questo sanitario a pavimento richiede di accovacciarsi, una pratica che, pur sembrando antiquata, offre vantaggi igienici e medici, specialmente nei luoghi ad alta affluenza. L’uso corretto di questi sanitari prevede di rivolgere il viso verso la parte anteriore arrotondata, un orientamento spesso spiegato tramite pittogrammi. I turisti inesperti commettono spesso errori, ritrovandosi in posizioni scomode. Il fatto che il Giappone preservi queste pratiche da secoli riflette un’impostazione antropologica sulla relazione tra igiene e praticità.
Spirito samurai e filosofia della purezza
La pulizia è considerata una virtù in Giappone; si racconta che perfino i samurai, in situazioni estreme, potessero scegliere di morire nel bagno per mantenere onore e dignità. Questo mostra il rispetto profondo per il luogo, chiamato otearai (御手洗), che significa letteralmente “luogo per lavare le mani”. Secondo un antropologo culturale, il bagno giapponese è un “micromodello della società”, dove le tecnologie avanzate risolvono compiti concreti come l’aumento di igiene e comfort. Costruzioni come il washiki indicano una tendenza alla praticità e ad abitudini salutari. Alte tecnologie e tradizioni non si contrappongono, ma si integrano per creare un ambiente armonico e funzionale, che rispecchia i principi base della cultura giapponese: rispetto, pulizia, praticità e armonia.
La toilette giapponese è molto più di un semplice luogo di necessità; è uno spazio curato dove ogni dettaglio, dal pulsante del bidet alla direzione dello sguardo nella cabina tradizionale, racconta una storia di cultura e innovazione. Nel mondo moderno questa fusione armoniosa è non solo un’attrazione culturale, ma anche un esempio di come tecnologia e tradizione possano coesistere per migliorare la vita quotidiana, invitando chiunque a riflettere sul proprio rapporto con lo spazio personale.